2018-05-25 Detrazioni Fiscali Ecobonus, Circolare 18/05/2018 n. 11/E

Posted by on 25 May 2018 in Energia, News | 0 comments

Con la circolare del 18/05/2018 n. 11/E l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti su come fare la cessione del credito d’imposta.

In particolare l’Amministrazione finanziaria ha spiegato quali sono i soggetti ai quali può essere ceduto il credito derivante dall’Ecobonus 2018.

L’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, disciplina la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica effettuati su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.

Con il provvedimento del 28 agosto 2017 l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità attuative relative alla cessione del credito d’imposta.

La circolare n. 11/E pubblicata il 18 maggio 2018 fornisce chiarimenti in merito a l’ambito applicativo della cessione del credito d’imposta anche alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio del 2018.

Gli interventi di riqualificazione energetica delle singole unità immobiliari possono usufruire di una detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o dall’imposta sul reddito delle società (IRES) fino al 65% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018. La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.Per quanto riguarda le parti comuni degli edifici condominiali possono usufruire di una detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o quella delle società (IRES) che può arrivare al 75% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2021. Le percentuali di incentivo sono commisurate all’entità dei lavori e agli obiettivi di efficientamento raggiunti. La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef o dell’Ires dovuta per l’anno in questione. L’importo eventualmente eccedente non può essere rimborsato né conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.

 

Eco-bonus 2018: i soggetti che possono beneficiare della cessione del credito

Con la circolare n. 11/E del 18 maggio 2018 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i contribuenti possono cedere il credito d’imposta sia ai fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolabili sia ad altri soggetti privati tra cui le persone fisiche e i soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata.

Il credito d’imposta può essere inoltre ceduto a banche ed intermediari finanziari nelle sole ipotesi di cessione del credito effettuate dai soggetti che ricadono nella no tax area.

La cessione dell’ Ecobonus può avvenire anche nei confronti:

  • degli organismi associativi, compresi i consorzi e le società consortili, anche se partecipati da soggetti finanziari, ma non in quota maggioritaria e senza detenerne il controllo;
  • delle Energy Service Companies (ESCO), ovvero società come Kataclima che forniscono servizi energetici affrontando un rischio finanziario;
  • delle Società di Servizi Energetici (SSE), comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili che offrono servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione di interventi di risparmio energetico.

Cessione ecobonus 2018: possibile una sola volta

Nella circolare n. 11/E del 18 maggio 2018 l’Agenzia, acquisendo il parere della Ragione Generale dello Stato, precisa che la cessione del credito d’imposta deve essere limitata a un solo “passaggio” successivo a quello effettuato dal contribuente titolare del diritto.

Inoltre, viene previsto che i “soggetti privati”, ai quali il credito può essere ceduto, devono comunque essere collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

L’Agenzia infine ha specificato che rimangono valide le cessioni dei crediti effettuate sulla base delle indicazioni contenute nel provvedimento del 28 agosto 2017, se compiute prima della circolare n. 11/E pubblicata il 18 maggio 2018.

Comulabilità con altre agevolazioni

La detrazione non è cumulabile con altre agevolazioni previste per gli stessi interventi (come, ad esempio, la detrazione del 50% per il recupero del patrimonio edilizio). Nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni per il risparmio energetico sia in quelle per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potrà scegliere solo uno dei due benefici fiscali. Il beneficio fiscale è tuttavia compatibile con altre agevolazioni non fiscali (contributi e finanziamenti) per il risparmio energetico.

2018-05-23 Online nuovo portale GSE

Posted by on 23 May 2018 in Energia, News | 0 comments

Dal 22 maggio 2018 il GSE ha messo online il nuovo portale dal quale è possibile accedere alle varie applicazioni dedicate all’efficienza energetica, cogenerazione, SEU etc.

Il nuovo portale è disponibile a questo link, vi segnaliamo inoltre la relativa guida.

2018-05-21 In attesa delle agevolazioni ai gasivori

Posted by on 21 May 2018 in Energia, News, Servizi | 0 comments

Analogamente a quanto effettuato in questi anni per le imprese a forte consumo di elettricità (energivori), il legislatore sta introducendo un sistema di agevolazione per le imprese a forte consumo di gas naturale (cosiddette “gasivore”).

Il 2 Marzo 2018, Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha emanato il Decreto che stabilisce la nascita di un sistema di agevolazioni per i “gasivori“, con l’obiettivo di contrastare la delocalizzazione delle attività produttive con elevati consumi energetici.

 

I punti chiave del decreto sono:

  • La nuova definizione di impresa gasivora: un’impresa può essere considerata gasivora se il suo consumo di gas è di almeno 1 GWh/anno, ovvero 94.582 Sm3/anno (considerando un potere calorifico superiore per il gas naturale pari a 10,57275 kWh/Sm3). Inoltre l’impresa deve operare nei settori dell’Allegato 3 Linee Guida CE, o, eventualmente, in quelli dell’Allegato 5, a patto che abbiano un indice di intensità gasivora, in relazione al VAL, superiore al 20%.
  • I livelli di agevolazione fiscale saranno definiti con successivo Decreto del MiSE, una volta consultata l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA). Tali livelli saranno, comunque, calcolati sull’intensità gasivora.
  • A partire dal 1 Luglio 2018, le imprese con consumi superiori ad 1 milione di Sm3/anno e che utilizzano il gas, almeno per l’80%, come materia prima uso non combustibile, sono esonerate dal pagamento delle componenti tariffarie relative
  • La Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) provvederà alla creazione di un portale per le imprese a forte consumo di gas naturale, secondo i tempi e le modalità stabilite dall’ARERA.
  • Sarà, infine, possibile per un’impresa energivora accedere ai benefici fiscali per le imprese gasivore. Il criterio di base è che l’impresa versi un contributo agli oneri generali di sistema relativi alle misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili complessivamente non inferiore ai limiti minimi stabiliti dalla Linee Guida CE.

 

Il 18 Aprile 2018, Il Ministro dello Sviluppo Economico ha firmato la prenotifica alla Commissione UE del decreto e relativo schema applicativo. Si è avviato così il confronto tra il Ministero e la DG Concorrenza della Commissione UE, al termine del quale potrà essere data completa attuazione ai due provvedimenti.

2018-04-24 Fondo per la modernizzazione.

Posted by on 16 May 2018 in News | 0 comments

Il 27 febbraio 2018 il Consiglio ha approvato formalmente la riforma del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell’UE per il periodo dopo il 2020.

Tra le novità della Direttiva (UE) 2018/410, che aggiorna la Direttiva 2003/87, vi è l’istituzione del Fondo per la modernizzazione ed il Fondo per l’Innovazione.

 

La Commissione ha introdotto questi finanziamenti per contribuire a migliorare i sistemi energetici degli Stati membri a basso reddito e un “fondo di innovazione” per sostenere le energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e i progetti sull’innovazione a basse emissioni. Gli eurodeputati hanno inoltre approvato delle regole più severe per i finanziamenti Ue, «che non potranno più andare a progetti industriali alimentati a carbone, ad eccezione dei sistemi di teleriscaldamento negli Stati membri più poveri».

 

In merito al Fondo per la modernizzazione, la nuova normativa prevede che:

  1. il fondo sostiene gli investimenti in tal senso per gli Stati membri il cui PIL pro capite è inferiore al 60% della media UE del 2013 e per quei paesi il cui PIL pro capite è inferiore al 30% della media UE del 2013 ad eccezione degli impianti per la produzione di energia che usano combustibili fossili (tra i quali ricadono a titolo di esempio Repubblica ceca, Polonia, Romania, Croazia).
  2. il 2 % del quantitativo totale di quote tra il 2021 e il 2030 è messo all’asta per istituire il fondo per la modernizzazione dei sistemi  energetici di determinati Stati membri;
  3. i proventi delle aste ( di cui al punto 2) sono suddivisi come riportato nell’allegato II ter <<Distribuzione dei finanziamenti del fondo per la modernizzazione fino al 31 dicembre 2030>>.
  4. Minimo il 70% delle risorse del fondo sono destinate a migliorie nei seguenti ambiti:
    • Energia rinnovabile;
    • Miglioramento dell’efficienza energetica (ove non siano usati combustibili fossili solidi);
    • Stoccaggio dell’energia e modernizzazione delle reti energetiche (fra cui reti di teleriscaldamento, reti per la trasmissione di energia elettrica, interconnessioni fra gli stati membri);
    • Favorire il reimpiego, la qualificazione e la riqualificazione dei lavoratori;
    • L’istruzione;
    • Ricerca di lavoro e start-up;
    • Efficienza energetica nei settori: Edilizia, trasporti, agricoltura, rifiuti.
  5. Le figure coinvolte in tale fondo saranno:
    • Stati membri interessati;
    • Comitato per il fondo: costituito da un rappresentante di ciascun Stato membro interessato;
    • BEI: Banca Europea degli Investimenti;
    • Il progetto da finanziare dovrà essere sottoposto all’analisi del Comitato e della BEI. Se il progetto sarà Approvato dalla BEI, lo Stato membro potrà rilasciare i fondi.
  6. Entro il 30 settembre 2019 lo Stato membro interessato notificata alla Commissione i rispettivi quantitativi di quote da utilizzare (come previsto dalla normativa).

 

Il recepimento della Direttiva è previsto entro e non oltre il 09 ottobre 2019, pertanto in base a come ciascun Stato membro recepirà la direttiva potranno variare le casistiche e le modalità di richiesta del finanziamento per gli Stati membri interessati.

 

2018-03-18 Revisione della direttiva Emission Trading

Posted by on 7 May 2018 in EU-ETS, News | 0 comments

La Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea numero L 76, del giorno 19 marzo 2018 notifica l’approvazione della revisione della direttiva EU ETS. Infatti, in data 14 marzo 2018 è stata approvata la Direttiva (UE) 2018/410, che modifica la Direttiva 2003/87/CE.

La nuova direttiva ETS apporta alcune modifiche al sistema per il 4 periodo (2021-2030), anche nell’ottica dei nuovi obiettivi UE in materia di riduzione delle emissioni climalteranti e di efficienza energetica. In tal senso, è stato aumentato il passo del fattore di taglio delle assegnazioni annuale, pari al 2,21% (contro il 1,74% del III periodo). D’altro canto, sono sono presenti novità riguardanti i settori esposti al carbon leakage e sono stati introdotti i alcuni sistemi di incentivazione quali il Fondo per la Modernizzazione, pensato per i sistemi energetici degli Stati Membri con PIL più bassi, e il Fondo per l’Innovazione, che estende il già esistente NER 300.

Gli Stati Membri dovranno adeguarsi alla nuova direttiva ETS entro il giorno 09 ottobre 2019.

 

2018-03-05 Bilancio di Sostenibilità

Posted by on 5 Mar 2018 in News | 0 comments

La Direttiva 2014/95/UE, che modifica la 2013/34/UE, introduce l’obbligo di “comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni”. A livello nazionale, tale assolvimento è stato recepito con la pubblicazione del D.lgs. 30 dicembre 2016, n. 254,entrato in vigore il 1/01/2017. Il provvedimento prevede che determinate categorie di enti debbano presentare una dichiarazione denominata “Dichiarazione di carattere non finanziario”. Il documento di carattere non finanziario deve essere descrittivo delle attività di impresa, andamento e risultati, nonché gli impatti delle attività a livello sociale e globale.

In particolare, l’ambito di applicazione del provvedimento, riguarda:

  1. secondo l’art. 2 del decreto, gli enti di interesse pubblico e le società madri di un gruppo di grandi dimensioni con oltre 500 dipendenti che abbiano superato, alla data di chiusura del bilancio, almeno uno dei due seguenti limiti dimensionali:

     -totale dello stato patrimoniale: 20.000.000 di euro;

     -totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40.000.000 di euro.

  2. secondo l’art. 7, i soggetti diversi da quelli di cui all’art. 2 possono presentare la dichiarazione su base volontaria.

L’art. 3 del D.Lgs. 254 del 30/12/2016 prevede che la dichiarazione di carattere non finanziario debba riguardare i seguenti ambiti:

  • modello aziendale di gestione ed organizzazione delle attività di impresa;

  • descrizione delle politiche praticate dall’impresa e dei risultati ottenuti (rappresentati con l’uso di indicatori fondamentali di prestazione di carattere non finanziario);

  • individuazione e descrizione dei rischi associati alle attività svolte ai servizi offerti.

Il comma 2 del suddetto articolo prevede che la dichiarazione debba avere i seguenti contenuti minimi:

  1. descrizione delle fonti energetiche utilizzate, individuando i quantitativi tra fonti rinnovabili e non, e degli impieghi della risorsa idrica;
  2. informazioni riguardanti le emissioni inquinanti in atmosfera e le emissioni di gas ad effetto serra;
  3. descrizione degli impatti dei rischi associati alle attività su ambiente, sicurezza e salute, riferendosi a ipotesi o scenari realistici anche a medio termine;
  4. descrizione degli impatti sociali a livello interno ed esterno, quali ad esempio l’attuazione di convenzioni di organizzazioni internazionali e sovranazionali in materia;
  5. rispetto dei diritti umani e le azioni volte alla disincentivazione di comportamenti discriminatori;
  6. azioni intraprese e strumenti individuati per la lotta alla corruzione.

Lo schema di decreto prevede sanzioni amministrative pecuniarie nel caso in cui non venga redatta la dichiarazione, e sanzioni pecuniarie nel caso in cui essa contenga dichiarazioni false o incomplete.

 

2018-01-28 Tabella parametri nazionali per il calcolo delle emissioni 2017

Posted by on 31 Jan 2018 in EU-ETS, News | 0 comments

Recentemente è stata approvata la tabella dei parametri standard nazionali applicabili per il calcolo delle emissioni dal 1 Gennaio 2017 al 31 Dicembre 2017. I valori riportati nella tabella, disponibile al seguente link, sono calcolati come la media dei valori dei parametri degli anni 2014-2016. In particolare, tra i combustibili più comuni si nota un aumento dei parametri relativi al gas naturale, dell’antracite e del GPL, mentre rimangono invariati i valori di gasolio, benzina. Inoltre, in merito al coke da petrolio è stata inserita una distinzione in riferimento alla destinazione di uso.  Le variazioni più evidenti rispetto alla versione precedente riguardano:

Combustibile

Parametro

valore

Note

Gas naturale

Potere Calorifico Inferiore

35,134 GJ/Sm3

Il PCI è aumentato da 35.0197 a 35,134. Si ricorda che nel 2017 il parametro è stato interessato da rettifica da parte della segreteria.

Fattore di emissione

55,897 tCO2/TJ

il valore è aumentato rispetto al 2016

Antracite

Potere Calorifico Inferiore

28,844 GJ/t

il valore è aumentato rispetto al 2016

Fattore di emissione

100,636 tCO2/TJ

il valore è aumentato rispetto al 2016

Coke metallurgico

Potere Calorifico Inferiore

29,374 GJ/t

si riscontra una diminuzione del parametro

Fattore di emissione

109,176 tCO2/TJ

si riscontra una diminuzione del parametro

2017-12-04 Nuove linee guida in materia di Valutazione di Impatto Ambientale

Posted by on 5 Dec 2017 in News, Valutazioni ambientali | 0 comments

2017-12-04 Nuove linee guida in materia di Valutazione di Impatto Ambientale

La Commissione europea ha pubblicato le nuove linee guida in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per le procedure di:

Le nuove linee guida aggiornano e integrano le linee guida già pubblicate nel 2001 nel processo di valutazione di impatto ambientale (EIA in inglese): Screening, Scoping, and Environmental Impact Statement Review. Tali documenti sono stati aggiornati per riflettere sia le modifiche alla disciplina di VIA che la situazione aggiornata di buone pratiche.

via

Per maggiori informazioni si rimanda alle pagine del sito del Ministero dell’Ambiente.

 

2017-11-27 Workshop sulla Modellistica Idrogeologica

Posted by on 27 Nov 2017 in News, Servizi | 0 comments

Kataclima si è fatta promotrice del Workshop tenutosi l’11 Settembre 2017 presso l’Università degli Studi della Tuscia, dal titolo:

Il Ruolo della Modellazione Numerica Idrogeologica nel Processo Decisionale
(Tavola Rotonda tra chi i modelli “li fa” e chi i modelli “li usa”…)

L’iniziativa, patrocinata dall’Italian Chapter dell’IAH (International Association of Hydrogeologists), ha visto un’ampia partecipazione. Alla tavola rotonda, cuore dell’iniziativa, hanno partecipato:

  • Renato Baciocchi, Università di Roma Tor Vergata
  • Marco Petrangeli Papini, Università di Roma Sapienza, Roma
  • Rudy Rossetto, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa
  • John Doherty, Watermark Numerical Computing, Australia
  • Laura D’Aprile, Ministero dell’Ambiente e del Territorio
  • Maurizio Guerra, ISPRA
  • Daniela Ducci, Università di Napoli Federico II
  • Walter Dragoni, Università degli Studi di Perugia
  • Marco Petitta, Università di Roma Sapienza
  • Giovanni Formentin, Tethys srl
  • Francesca Lotti, Kataclima srl
  • Vincenzo Piscopo, Università degli Studi della Tuscia

Questa giornata di discussione ha avuto come obiettivo il confronto tra modellisti e tecnici/amministratori non modellisti. Sono state messe in evidenza quelle che sono le vere potenzialità dei modelli numerici, compagni di viaggio e non figli del modello concettuale. Inoltre si è ampiamente dibattuto sui rischi associati ad una fiducia non informata in strumenti complessi, potenti e affascinanti, ma affetti da un alto (e talvolta pericoloso) grado di soggettività.

I modelli numerici idrogeologici utilizzati come strumento previsionale sono infatti ormai ampiamente entrati nella pratica comune. Condizione necessaria affinché il modello acquisisca il potere di “prevedere il futuro” è che sia ben calibrato. Se forniamo al modello le giuste condizioni al contorno e se variamo i parametri fino ad ottenere un buon accordo tra dati osservati e simulati, ecco che otteniamo un valido strumento a supporto delle decisioni.

Ma… le condizioni al contorno che assegniamo, sono le uniche possibili? Quante diverse ricariche meteoriche sono ugualmente plausibili nell’area di studio? I parametri che calibriamo sono 10, 50 o 1000? I dati che consideriamo sono stazionari o transitori? Qual è il loro margine d’errore? E contengono una quantità di informazione adeguata a svelare i tratti salienti del sistema studiato? Il modello concettuale adottato alla base delle simulazioni è l’unico possibile?

Il concetto di “buona calibrazione” inizia quindi ad apparire condizione necessaria ma forse non sufficiente a dare al modello le sembianze di una sfera di cristallo.

Da un lato, la ricerca scientifica sviluppa sofisticati modelli stocastici e realizzazioni Montecarlo, focalizzando l’attenzione ad esempio sull’analisi dell’incertezza; dall’altro, nel mondo della consulenza, si tende a volte a confezionare modelli nel più breve tempo possibile, calibrati in stazionario e magicamente in grado di simulare esattamente condizioni transitorie (tempi e portate di dewatering, dimensionamenti di barriere idrauliche, l’evoluzione di un plume di contaminante o la propagazione del calore nel tempo).

La giornata di studio ha portato sul tavolo un argomento spinoso, che, con parere concorde, era doveroso intraprendere. Dato l’interesse suscitato dal tema proposto, a questa iniziativa ne seguiranno altre, che includeranno informazione e formazione specificatamente indirizzata all’uso dei modelli nel contesto decisionale.

 

 

 

2017-09-04 DM tariffe: nuove modalità di pagamento degli oneri relativi al Registro

Posted by on 4 Sep 2017 in EU-ETS, News, Servizi | 0 comments

In data 04 settembre 2017, ISPRA in qualità di amministratore del registro ha pubblicato la nuova linea guida Tariffe per la gestione del Registro dell’Unione: informativa sulle modalità di pagamento.

ISPRA, in qualità di Ente pubblico, ha dovuto aderire al Codice dell’Amministrazione Digitale e di riscossione dei tributi e pagamenti. Pertanto tutti i pagamenti a favore di questa PA devono avvenire mediante il nuovo sistema PagoPA.

Pertanto,a partire da settembre 2017, il pagamento degli oneri relativi all’art. 5 del DM Tariffe (si veda il link Tariffe a carico degli operatori del settore EU ETS ai sensi del D.lgs. 30/2013) dovrà avvenire mediante tale sistema.

Temporaneamente e nei soli casi di impossibilità di pagamenti mediante la nuova piattaforma, in via del tutto eccezionale, sarà possibile versare gli oneri mediante bonifico bancario. Tali versamenti dovranno essere tempestivamente comunicati a ISPRA mediante la modulistica prevista.